Lo slancio verso un accordo fra Stati Uniti e Iran si è rafforzato e l’intesa sembra essere vicina, ma sulle tempistiche si rincorrono annunci e smentite. L’unica cosa che pare essere certa è che l’ipotesi di una firma a Ginevra è al momento sfumata e l’accordo dovrebbe essere siglato a distanza. L’informazione di una firma digitale del memorandum, inizialmente riferita da Al-Arabiya e Al-Hadath, ha poi trovato conferme dal Pakistan, Paese mediatore. Incerto invece se la firma ci sarà domenica. Il premier pakistano, Shehbaz Sharif, ha parlato di “finalizzazione prevista nelle prossime 24 ore” e “firma digitale dell’accordo di pace subito dopo, seguita da colloqui a livello tecnico la prossima settimana”. Teheran ha però frenato: il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, ha smentito la data di domenica, lasciando però aperta la possibilità per “i prossimi giorni”.
Nonostante questo, in serata Donald Trump ha rilanciato annunciando su Truth che la firma sarebbe in programma per domenica e “subito dopo la firma, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti“. Un post smentito a stretto giro dai Pasdaran, che hanno parlato di “insolita insistenza” del presidente Usa. I Guardiani della rivoluzione hanno suggerito che Trump volesse programmare la firma in modo che coincidesse con il suo compleanno, il 14 giugno. Le coincidenze di tempistiche sarebbero in realtà più di una.
Senz’altro l’80esimo compleanno di Trump, che sarà celebrato con un evento all’arena di Ultimate Fighting Championship (UFC) fatta costruire appositamente sul prato della Casa Bianca. Ma anche l’imminente summit del G7 al via lunedì a Evian, in Francia, a cui Trump parteciperà. Secondo quanto riferito da funzionari dell’amministrazione Usa, a margine del vertice il tycoon dovrebbe incontrare i leader di Egitto, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. E con gli alleati Trump dovrebbe discutere degli sforzi per lo sminamento dello Stretto di Hormuz, prima di coronare il viaggio in Francia con una cena di gala alla reggia di Versailles offerta da Macron al termine del G7.
I funerali di Khamenei il 4 luglio
In tutto questo, mentre un fragile cessate il fuoco è in vigore dal 7 aprile, è giunto l’annuncio che i funerali per l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso all’inizio della guerra lanciata da Usa e Israele contro l’Iran il 28 febbraio, si terranno dal 4 al 9 luglio. Durante il Muharram, un periodo tradizionale di lutto nel calendario musulmano sciita. La tv di Stato iraniana ha riferito che le cerimonie inizieranno a Teheran, poi il corteo si sposterà a Qom, roccaforte di molti alti religiosi sciiti, e poi a Mashhad, città natale di Khamenei, dove il 9 luglio dovrebbe avvenire la sepoltura nel santuario dell’Imam Reza, considerato il luogo più sacro tra i devoti sciiti. A Khamenei è succeduto come Guida suprema il figlio Mojtaba, considerato ancora meno incline al compromesso.
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