close

Cultura

Cultura

Alex Britti, Live a Roma il 18 ottobre 2024

alex-britti,-live-a-roma-il-18-ottobre-2024

AGI – Dopo un’intensa estate di concerti con l’Alex Britti Live 2023 che lo ha visto protagonista dei principali festival in giro per l’Italia, Alex Britti annuncia oggi un nuovo e unico appuntamento dal vivo per il prossimo autunno a Roma, il 18 ottobre 2024 al Palazzo dello Sport.

Reduce dal successo di Supereroi, il nuovo brano dal sound blues, pop, rap con contaminazioni urban uscito a novembre e delle hit della scorsa estate “Tutti come te” e “Nuda” con cui ha inaugurato la sua nuova fase artistica e il suo ritorno sulla scena musicale, Alex è finalmente pronto a riabbracciare il suo pubblico che non ha mai smesso di sostenerlo per un unico e imperdibile show autunnale nella Capitale. L’Alex Britti live 2024 è un tour prodotto da Just1 e organizzato da OTR Live.

Leggi
Cultura

La contromossa di Ferragni: “Un milione di euro al Regina Margherita”

la-contromossa-di-ferragni:-“un-milione-di-euro-al-regina-margherita”

AGI – “Si può sbagliare ma quando capita bisogna ammetterlo e se possibile rimediare anche all’errore fatto e questo è quello che voglio fare ora: chiedere scusa e dare concretezza al mio gesto. Devolverò un milione di euro al Regina Margherita per sostenere le cure dei bambini”. Chiara Ferragni dopo l’affaire Pandoro Balocco fa mea culpa con una storia pubblicata sul suo profilo Instagram.

“Ma non basta – aggiunge l’influencer – Lo voglio fare pubblicamente perché mi sono resa conto di aver commesso un errore di comunicazione, un errore di cui farò tesoro in futuro separando completamente qualsiasi attività di beneficenza, che ho sempre fatto e che continuerò a fare, dalle attività commerciali”. 

Con i capelli legati, un camicione grigio e nulla del glam da cui è solita circondarsi, Ferragni ha detto che “chi è più fortunato ha la responsabilità morale di fare del bene” e che “questi sono i valori che ho sempre spinto nella mia famiglia”. “Questo è quello che insegniamo ai nostri figli” ha detto trattenendo a stento le lacrime “gli insegniamo anche che si può sbagliare e che quando capita bisogna ammettere e se è possibile rimediare all’errore fatto e farne tesoro”

Riguardo il caso in cui è stata coinvolta anche la Balocco per la quale l’influencer aveva ‘firmato’ nel 2022 pandoro ‘Pink Christmas’ le cui vendite sembrava dovessero servire a finanziare la ricerca, Ferragni ha ammesso che “non c’è stato un controllo sufficiente sulla comunicazione” pur confermando che “impugnerà il provvedimento dell’AgCom perché lo ritengo sproporzionato e ingiusto”.

“Il mio errore” ha aggiunto “in buona fede è stato legare la comunicazione di un’attività commerciale a una di solidarietà. Purtroppo si può sbagliare, mi spiace averlo fatto e mi rendo conto che avrei potuto vigilare meglio, ma se la sanzione dovesse essere come io spero inferiore a quella decisa la differenza verrà aggiunta al milione di euro”.

“Nei prossimi giorni” ha concluso Ferragni, “parlerò con il Regina Margherita per capire come l’ospedale utilizzerà la somma donata e racconterò periodicamente gli aggiornamenti. Il mio errore rimane ma voglio far sì che da questo errore si generi qualcosa di costruttivo e di positivo”.

 

Leggi
Cultura

I fumetti che non possono mancare sotto l’albero di Natale

i-fumetti-che-non-possono-mancare-sotto-l’albero-di-natale

AGI – I fumetti non sono mai stati un genere di nicchia, ma ultimamente il settore sta vivendo un momento fortunato. Lo dimostrano i numeri del  report dell’Associazione Italiana Editori che evidenziano come le fumetterie in Italia, nel 2022,  hanno venduto fumetti nuovi per un valore di 71,2 milioni di euro, in crescita del 28,5% rispetto all’anno precedente. Sommando a questi numeri i 107,9 milioni di euro (più 8,6% rispetto al 2021) di fumetti venduti in librerie generaliste, supermercati e commercio elettronico (escluse quindi le edicole), si arriva a un mercato complessivo di 179,1 milioni di euro, in crescita media del 15,7% rispetto al 2021.

La crescita è visibile a occhio nudo, a partire dallo spazio fisico occupato nelle librerie, dove fino a qualche anno fa al settore erano riservati solo piccoli corner e oggi invece ci sono interee aree dedicate. A farla la maggiore soprattutto in Italia sono i volumi di Zerocalcare che risulta essere tra gli autori più venduti. 

Così tra grandi classici del fumetto e novità editoriali, ecco i consigli dell’AGI sui libri che non possono mancare sotto l’albero e nelle librerie degli appassionati per approcciarsi alle grandi storie di questo paese, ma anche per essere guidati nelle favole e nelle riflessioni che riguardano il nostro tempo grazie al tocco magico di una matita.   

“New York” di Will Eisner (Einaudi)

È il libro che non può mancare nelle librerie degli appassionati del genere. Il volume raccoglie le quattro celebri graphic novel ambientate nella Grande Mela: “New York”, “Il palazzo”, “City People Notebook”, “Gente invisibile” di una delle matite più celebri. Un intreccio di desideri non esauditi, amori sconvenienti, destini evitati e inevitabili. Un formicaio di persone ferite, danneggiate, sofferenti e invisibili. Un insieme eterogeneo di odori, rumori, sussurri e grida. Un uragano di sensazioni in un mondo che altro non è se non uno sfondo sapientemente dipinto nel quale recitano i più svariati attori, rapiti dall’occhio attento di Eisner, a cui nulla sfugge, e intrappolati sulla carta. New York come qualsiasi grande città, in cui l’anonimato e l’indifferenza investono ogni cosa, una città in cui i destini delle persone si sfiorano per un attimo e subito si allontanano. Il lettore si perderà nei dettagli di ogni pagina e nelle storie a volte struggenti dei suoi personaggi persi nella grande metropoli.

“Rughe” di Pablo Roca (Tunuè, 2019)

Si tratta di uno dei volumi irrinunciabili per qualunque libreria. Pablo Roca in queste pagine affronta il tema della perdita della memoria e del morbo di Alzheimer.  È considerato uno dei capolavori del fumetto sociale, tanto da essere adottato dall’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer perché, oltre a essere di piacevole lettura, è un libro in grado di aiutare i familiari, gli operatori professionali e i pazienti stessi a comprendere meglio la malattia. Il graphic novel ha vinto il premio come miglior fumetto spagnolo e il Gran Guingi al festival di Lucca Comics & Games, mentre la versione animata ha vinto due Premi Goya e ha riscosso una nomination all’Oscar.

“Dorando Pietri, una storia di cuore e di gambe” di Antonio Recupero e Luca Ferrara (Tunuè, 2016)

Gli appassionati di sport non potranno rinunciare a questa storia sapientemente illustrata da Luca Ferrara, uno degli illustratori più promettenti della scena italiana, con un lungo cv anche in Francia. In queste tavole viene raccontata la storia di Dorando è entrata nell’epica sportiva. L’atleta emiliano che tagliò per primo il traguardo alla maratona dei giochi olimpici di Londra nel 1908, ma sorretto dai giudici di gara perché stremato, e perdendo per questo la medaglia d’oro. Il volume ripercorre tutte le tappe che l’hanno portato fino a quel momento, facendo un sapiente e largo uso dei flashback.

“Io sono il loro silenzio” di Jordi Lafebre (Bao Publishing, 2023)

Jordi Lafebre ci regala un thriller catalano da leggere tutto d’un fiato, degno del miglior Manuel Vázquez Montalbán o di Pablo Tusset, scandendo la trama e la psicologia della protagonista con un ritmo serrato che non penalizza la spettacolarità dei disegni del grande autore spagnolo.

La vicenda raccontata è quella di Eva, psichiatra, che deve sottoporsi a una valutazione da parte di un collega perché di recente il suo comportamento è stato erratico e preoccupante. Per rassicurarlo, Eva gli racconterà di come nella settimana appena trascorsa abbia risolto un caso di omicidio. Magari non gli dirà subito delle voci delle tre donne della sua famiglia che sente costantemente nella testa, anche perché non è detto che capirebbe.
 

“Roberto Bolle” di Francesco Cattani (24ore cultura, 2023)

Lliberamente ispirata alla straordinaria vita dell’étoile, scritta e illustrata da Francesco Cattani. Primo Ballerino della Scala, Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York e Guest Artist del Royal Ballet presso la Royal Opera House del Covent Garden di Londra: sono solo alcuni dei traguardi più importanti raggiunti da Roberto Bolle nel corso della sua carriera, grazie al talento e all’enorme impegno profuso fin dai primi anni dell’infanzia. Percorrendo le oltre 100 pagine del libro viene raccontata la storia umana e professionale dell’étoile che, oltre a calcare i più prestigiosi palcoscenici del mondo, è divenuto ambasciatore della danza al di fuori dei circuiti tradizionali, rendendola popolare e permettendo a un nuovo pubblico di avvicinarsi a questa straordinaria arte.

“16 ottobre 1943. Storia di Emanuele che sfuggì al nazismo” di Ernesto Anderle, Emanuele Di Porto e Marco Caviglia (Mondadori, 2023)

È la mattina del 16 ottobre 1943. Il Quartiere ebraico di Roma viene svegliato dalla furia nazista in quello che la storia ricorderà come il sabato nero, quando più di mille ebrei furono strappati dalla propria casa diretti ai campi di sterminio. Tra loro c’è anche Emanuele Di Porto che vedendo la madre caricata su una delle camionette, cerca di raggiungerla. Solo la furbizia della donna concesse al bambino di scappare, donandogli una seconda vita. Quel bambino prima di ritrovare il padre, sfuggito ai rastrellamenti, per tre giorni rimase nascosto sugli autobus romani con la protezione e l’aiuto dei tramvieri che quest’anno lo hanno ricordato con una speciale campagna Atac.

La storia di Emanuele è il pretesto per raccontare la vicenda umana di quei tanti romani che furono fatti prigionieri dai nazisti. Con la collaborazione della Fondazione Museo della Shoah di Roma e i ricordi di uno degli ultimi testimoni diretti di quella razzia  questo fumetto è un documento unico di una delle pagine più buie della storia moderna. 

“Face Off” di Viola Ciarletti, Daniele Cellini, Alessandro Guida, Giuseppe Guida (Round Robin Editrice, 2023)

“Io sono quello che sono?”  Oltre il binarismo di genere, la libertà di essere se stessi. Un viaggio attraverso lo specchio alla scoperta delle proprie consapevolezze e delle proprie libertà. Anche questa edizione del Myllennium Award ha trasformato un tema di strettissima attualità in storie raccontate da giovanissimi autori provenienti da tutta Italia. Sono tre, quelle selezionate e vincitrici. 

Tre racconti tra loro molto diversi per stile e narrazione, che pongono l’attenzione su cosa voglia dire essere e sentirsi se stessi, in un mondo dove l’amore e le relazioni non possono essere un compromesso.  Dubbi, gioia, rancore, senso d’appartenenza e voglia di evasione sono state le linee guida delle storie vincitrici: incomprensione e abbandono nel racconto di Daniele Cellini; fuga verso una realtà distante dal tempo presente sono l’immaginario costruito da Alessandro Guida; una partita a scacchi e la scoperta non delle giuste domande ma delle risposte necessarie sono il piccolo e poetico capolavoro di Viola Ciarletti. 

Leggi
Cultura

Vanzina: “Vacanze di Natale mi è sfuggito di mano”

vanzina:-“vacanze-di-natale-mi-e-sfuggito-di-mano”

AGI – “Devo ammettere che ‘Vacanze di Natale’ mi è sfuggito di mano, sta succedendo una cosa incredibile con un successo e una partecipazione senza precedenti per questo film di 40 anni fa. Ieri Sono stato intervistato addirittura dal ‘New York Times’: in America non si capacitano che un format possa durare e avere un successo così clamoroso dopo tanti anni”.

Al telefono con l’AGI Enrico Vanzina, sceneggiatore del film del 1983 diretto dal fratello Carlo (scomparso nel 2018), confessa di sentirsi travolto dall’amore e dall’appassionato consenso del pubblico di tutte le età per questo film. A Cortina, dove si celebra una festa dei 40 anni di tre giorni che si concluderà oggi, lo sceneggiatore e regista romano è protagonista di una serata da tappeto rosso, cinematografica e meta-cinematografica con una cena nel Salon Dolomieu dell’Hotel Posta.

“Sono letteralmente travolto da questo successo – racconta – e forse me lo posso spiegare pensando che in un momento complicato come questo in cui, al di là delle guerre e dell’inflazione che comporta un impoverimento delle classi medie, in cui le famiglie sono spesso in difficoltà economiche serie, questo film rappresenta una sorta di afflato positivo. Le persone ritrovano il gusto per la leggerezza che c’era allora e che tutti vorrebbero ritrovare”.

‘Vacanze di Natale’ è uscito nel 1983 e raccontava la società degli anni ’80. “Allora sembrava che fosse solo un film sul presente – spiega – invece resiste da 40 anni e racconta un momento che molti rimpiangono. La cosa più sorprendente – continua – è il successo che continua a riscuotere tra i giovani: hanno scelto questo film e hanno cancellato i pregiudizi verso gli anni ’80; c’è un grande afflato verso la pellicola proprio tra i ragazzi di oggi”. 

Il film, spiega ancora Enrico Vanzina, “è una commedia, ma racconta la nuova borghesia che arriva e c’è un piccolo scontro sociale con i ricchi”. In un momento di difficoltà come quello attuale, forse guardare indietro nel tempo può essere rassicurante. “Non so se si tratti di questo – risponde lo sceneggiatore e regista – certo è che pochi mesi prima di ‘Vacanze di Natale’ era uscito un altro nostro film, ‘Sapore di mare’, anch’esso di grande successo e anch’esso amatissimo ancora dopo 40 anni: raccontava il boom degli anni ’60, un tempo che oggi rimpiangiamo”.

Uscito il 23 dicembre 1983, ‘Vacanze di Natale’ è considerato il capostipite dei cosiddetti ‘cinepanettoni’. Un termine usato dai critici che i fratelli Vanzina non hanno mai amato anche se questo genere di film è stato spesso associato a loro malgrado gli autori negli anni sono stati altri (Enrico Oldoini e Neri Parenti). “I realtà ne abbiamo fatti solo due, quello del 1983 e ‘Vacanze di Natale 2000’ – racconta Vanzina – ma Aurelio De Laurentiis (produttore di tutti i ‘cinepanettoni’, ndr) è un grande imprenditore e ha capito che all’insegna della serialità poteva sfruttare quel filone iniziato con il nostro film di 40 anni fa. Secondo me ha fatto bene a industrializzare questo prodotto”.

Enrico Vanzina rivendica però la “diversita’” del suo ‘Vacanze di Natale’ dai classici ‘cinepanettoni’, una diversità che permette a questo film di vivere ancora e di riscuotere un grande successo dopo 40 anni. “Mi accorgo come il vero valore di un film attraversa il tempo – spiega ancora all’AGI – mio padre (Steno, ndr) mi diceva che quando aveva girato ‘Guardie e ladri’ con Toto’ e Aldo Fabrizi o ‘Un americano a Roma’ con Alberto Sordi sapeva benissimo che sarebbero rimasti nel tempo, la loro forza non si sarebbe esaurita perché solo il tempo dà la dimensione del valore di un film”. 

Leggi
Cultura

Matthew Perry è morto per “effetti acuti della ketamina”

matthew-perry-e-morto-per-“effetti-acuti-della-ketamina”

AGI – L’attore di “Friends” Matthew Perry è morto a causa degli “effetti acuti della ketamina”, ha dichiarato l’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles. Perry, che ha interpretato Chandler Bing nella sitcom televisiva di successo dal 1994 al 2004, è morto all’età di 54 anni, dopo aver lottato per decenni contro la dipendenza e i relativi gravi problemi di salute.

“I fattori che hanno contribuito alla morte del signor Perry sono l’annegamento, la malattia coronarica e gli effetti della buprenorfina (usata per trattare il disturbo da uso di oppioidi)”, ha dichiarato il medico legale in un comunicato che ha precisato che “la modalità della morte è accidentale”

Perry è stato trovato privo di sensi in una vasca idromassaggio nella sua casa di Los Angeles il 28 ottobre. I primi soccorritori non sono riusciti a rianimarlo e una prima autopsia si è rivelata inconcludente, in attesa di un rapporto tossicologico. I medici e i veterinari utilizzano spesso la ketamina come anestetico e i ricercatori la studiano come trattamento per la depressione. I consumatori clandestini la assumono illegalmente per i suoi effetti allucinogeni.

 

Leggi
Cultura

Cambiano i direttori dei Musei: Schmidt va a Napoli, Verde agli Uffizi

cambiano-i-direttori-dei-musei: schmidt-va-a-napoli,-verde-agli-uffizi

AGI – Cambiano i direttori dei musei italiani di prima fascia: Simone Verde andrà a guidare la Gallerie degli Uffizi al posto di Eike Schmidt che invece è stato nominato al Museo e Real Bosco di Capodimonte, a Napoli, anche se presto potrebbe tornare a Firenze come candidato sindaco.

Renata Cristina Mazzantini è stata designata per la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Roma, Angelo Crespi per la Pinacoteca di Brera.

Le nomine sono state decise dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano nell’ambito della terna proposta dalla Commissione giudicatrice.

Schmidt, storico dell’arte tedesco ormai con la cittadinanza italiana, si è detto “molto commosso”.

Gli altri nominati sono tutti italiani: Simone Verde, 48 anni, arriva dal Complesso monumentale della Pilotta di Parma. Dopo la laurea in filosofia teoretica a Roma e un master in filosofia antica a Parigi, si è diplomato in storia dell’arte all’ècole du Louvre con un dottorato in Antropologia dei Beni Culturali a Parigi. Ha lavorato anche come responsabile della ricerca scientifica e delle pubblicazioni per l’Afm/Louvre di Abu Dhabi.

Renata Cristina Mazzantini, che dirigerà la Galleria d’arte moderna e contemporanea al posto di Cristiana Collu, è la curatrice del progetto Quirinale contemporaneo e consulente del segretariato generale della Presidenza della Repubblica per i profili artistici e architettonici. Angelo Crespi approda a Brera dal Museo Maga di Gallarate.

Sono stati scelti anche i nuovi direttori dei musei di seconda fascia, individuati dal direttore generale Musei del Mic, Massimo Osanna. Sono: Federica Zalabra per il Museo Nazionale d’Abruzzo, Costantino D’Orazio per la Galleria Nazionale dell’Umbria, Fabrizio Sudano per il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Thomas Clement Salomon per le Gallerie Nazionali di Arte Antica, Stella Falzone per il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Alessandra Necci per le Gallerie Estensi.
 

Leggi
Cultura

“Il libro non è in crisi, piace ai giovani e nel 2024 si leggerà ancora tanto”

“il-libro-non-e-in-crisi,-piace-ai-giovani-e-nel-2024-si-leggera-ancora-tanto”

AGI – Da settembre Giovanni Francesio è il nuovo Direttore Editoriale di Neri Pozza, storica casa editrice veneta che in quasi 80 anni di vita si è legata a nomi come Gadda, Montale e Buzzati. Dopo aver guidato Piemme, Sperling & Kupfer e Frassinelli, per assumere il timone del marchio che tenne a battesimo Goffredo Parise Francesio ha lasciato il ruolo di Responsabile dalla narrativa italiana di Mondadori. Lo abbiamo incontrato per capire  se è in atto un cambio della guardia anche tra cosa leggiamo e cosa leggeremo. 

Sceso da un transatlantico, lei ora pilota un elegante veliero battente bandiera Neri Pozza: verso cosa?  

Innanzitutto va premesso che la mia è solo l’evoluzione di un percorso professionale: dopo 20 anni nel Gruppo Mondadori ora mi impegno ad essere parte del genetico flusso di crescita di Neri Pozza, provando a mantenerlo all’altezza della trazione e magari ad aggiungervi un tocco personale sul fronte della narrativa italiana.

Detto ciò, è difficile stabilire dove vada il mercato. Non credo nei trend, ho visto sfiorire in luogo comune troppe certezze su quello che avrebbe venduto o meno.  L’unica avvalorata da fatti è che il libro di carta riesce ancora a parlare ai giovani. Tra tanti esempi recenti, in Neri Pozza lo testimonia il caso di ‘Blackwater’ di Michael McDowell andato fortissimo nel 2023.

Le case editrici per sopravvivere devono vendere, ma non gli spetta anche un ruolo di guida culturale nella società? In altri termini, sono gli editori o i lettori a stabilire cosa arriva in libreria? 

Lo fanno insieme. E sul discorso della guida culturale andrei cauto perché il libro è anche strumento di intrattenimento, lecitamente. L’importante è che gli editori pubblichino testi di cui sono convintissimi. Come dico sempre ai colleghi giovani: quelli che li fanno saltare sulla sedia.

Le case d’edizione sono aziende, che impiegano persone e devono stare in attivo. La guida culturale di un Paese spetta ad intellettuali, scrittori e giornalisti. Giangiacomo Feltrinelli, che divulgò ‘Il Gattopardo’, diceva di non  prendersi troppo sul serio: l’editore è un carrettiere di libri.  

Da puro fruitore di letteratura: cosa manca sugli scaffali? 

L’offerta è vastissima: ogni lettore trova quel che cerca. Forse, dopo aver letto ‘V13’  di Emmanuel Carrère sul processo del Bataclan, sento che manca uno come lui nella narrativa italiana. Un  trasformatore di cronaca in letteratura. 

Si sente dire spesso: troppi libri e pochi lettori

Nei fatti il mercato è sano, stabile e concorrenziale: secondo i dati cresce del 2% sul 2022. La retorica dice che in Italia si legge meno che altrove, ma in realtà quello dei “troppi libri” è un tema più di tipo industriale: dato che l’editoria si regge su paramenti di produttività, pubblicare meno significa far lavorare meno gente. Detto ciò, probabilmente sarebbe tempo di rallentare il flusso delle novità e dedicare più energie ed investimenti alla cura dei libri usciti. 

Quanto dura un libro oggi? 

Dipende, quelli che intercettano spirito del tempo e gusto dei lettori potenzialmente all’infinito. In termini industriali la durata di un libro dal successo medio, con una seconda edizione tascabile, è di 5 anni.  Poi ci sono gli errori che avvizziscono subito ed i casi come ‘Shantaram’ di Gregory David Roberts, che Neri Pozza diede alle stampe nel remoto 2005 e questa settimana ha venduto centinaia di copie. 

Lei è un esperto di narrativa italiana: un nome di oggi che prenderebbe  in scuderia e l’autore della vita

Per l’oggi non mi permetto di citare che Pietro Trellini, solo perché ho contribuito alla sua emersione facendolo esordire in Mondadori.  Tra i nomi di sempre dico Sciascia. E Fenoglio per ‘Una questione privata’.   

Non trova che in Italia alcuni autori non siano giustamente celebrati? 

Spesso parliamo di  libri, prodotti potenzialmente eterni, come mozzarelle in scadenza. Nella canonizzazione del valore di un autore non teniamo conto del lavoro del tempo, che non si ferma. Le dinamiche isteriche della comunicazione fanno sì che non tutti quelli che meritano vengano identificati subito, ma i libri hanno un’intelligenza profonda, carsica, ed i giusti riconoscimenti alla fine arrivano. Guido Morselli non avrebbe mai immaginato che sarebbe stato ricompreso tra i grandi del secondo ‘900 italiano.  

3 libri Neri Pozza per il 2024: narrativa italiana, straniera e un saggio

Nomino i primi in uscita. Per la straniera ‘Gli aghi d’oro’ di McDowell. Per l’italiana ‘L’ultimo viaggio di Lenin’  di Francesco Pala, ironico e letterario vincitore del Premio Neri Pozza in  libreria il 21 gennaio a 100 anni dalla morte del padre della rivoluzione russa. Per la Saggistica ‘Un giorno nella vita di Abed Salama’ di Nathan Thrall, che scava alla radice quotidiana del conflitto israelo palestinese in modo toccante e profondo.  

Cosa leggeremo nel 2024: autofiction o ritorna il romanzo classico con i personaggi di fantasia?

Ormai l’autofiction in Italia si è radicata, ma molti editori, me compreso, cercano di affiancarle romanzi con un racconto di fiction al loro centro. Un caso di successo del 2023, non Neri Pozza, è stato ‘La Portalettere’. L’offerta sarà larga, dipende da giornalisti, critici ed intellettuali cosa verrà valorizzato.  A volte sembra esista solo un genere perché si parla solo di quello, ma  i lettori hanno i loro percorsi. 

L’editoria è politica?

No, è un mondo sanamente competitivo ai cui abitanti interessano solo i libri. Sono stato 19 anni in Mondadori senza subire mai interferenze. In termini di valore, pubblicare è invece un gesto di responsabilità sociale che chiede attenzione e passione. I libri contribuiscono a formare l’opinione pubblica ed in particolare nell’editoria per bambini e ragazzi  si deve puntare sempre alla qualità. ‘Harry Potter’ è l’esempio cardine: rimarrà uno dei  capisaldi della letteratura mondiale.

Leggi
Cultura

In mostra a Roma i fumetti di Fecchi e il cinema dipinto di Valcarenghi

in-mostra-a-roma-i-fumetti-di-fecchi-e-il-cinema-dipinto-di-valcarenghi

AGI – Nel primo anno di vita La Vaccheria, lo spazio espositivo gestito dal Municipio IX Roma Eur, ha accolto grandi mostre come “Flesh: Warhol & The Cow” e “Dal Futurismo all’arte virtuale”, ancora in corso e prorogata fino al 31 marzo 2024.

Si è aperta inoltre alla fotografia e al fumetto, con la mostra di Sergio Toppi organizzata da ARF, ed ha ospitato a settembre anche la 2a edizione di “9daleggere”, il Festival della lettura e della letteratura del Municipio IX, trasformandosi sempre più in uno spazio culturale vivace e in movimento, in cui si incontrano i diversi linguaggi artistici e dove intrattenersi con sale lettura e coworking.

Oggi, dedica una nuova pagina all’arte del fumetto con una doppia mostra: l’esposizione principale “L’arte nei fumetti di Massimo Fecchi”, in cui sono presentate circa 100 tavole realizzate da questo autore conosciuto e apprezzato in tutto il mondo (la maggior parte per Disney ma non solo), sarà infatti impreziosita da “Il cinema dipinto: l’arte nei manifesti di Rodolfo Valcarenghi” che espone alcune opere di Rodolfo Valcarenghi, importante autore manifesti cinematografici, al tempo in cui venivano dipinti, e inchiostratore di fumetti che ha collaborato a lungo con di Massimo Fecchi.

Le nuove mostre saranno ospitate alla Vaccheria fino al 14 gennaio 2024.

Romano d’adozione, Massimo Fecchi nasce nel 1946 a Città di Castello in Umbria. Inizia la sua carriera in Italia giovanissimo. Negli anni Sessanta collabora, tra l’altro, con “L’Unità” come autore della striscia Picchio e Pacchio, realizza rinomate serie a fumetti come Globulo Rosso, collabora alle matite per Kriminal e crea Jacula, con lo Studio Rosi, disegna per il mensile “Telezecchino” e per “Il Giornalino”. Progressivamente, attraverso lo studio di Alberto Giolitti, diventa conosciuto e apprezzato negli USA, dove inizia a disegnare negli anni Settanta i principali personaggi della Warner Bros (da Tom & Jerry a Bugs Bunny).

Si sposta poi in Germania, dove per oltre venti anni disegna per importanti editori, realizzando fumetti come Fix & Foxi, Lupo e Pumuckl, tra i più amati dal pubblico tedesco. Nel 1997 inizia la sua collaborazione con la Disney, tramite la casa editrice danese Egmont, per cui disegna storie con protagonisti Paperino, Topolino, il Lupo cattivo e i Tre porcellini.

Nato a Roma nel 1933, Rodolfo Valcarenghi si diploma al liceo artistico e negli anni Cinquanta inizia a lavorare nello studio di Augusto Favalli della Lux Film, uno degli studi più importanti della Capitale per la produzione di manifesti cinematografici. Dipinge manifesti per centinaia di film tra cui: Riso amaro, Crimen, I diavoli alati, I compagni, L’uomo dalla cravatta di cuoio, Uno strano tipo, Attila, I figli della gloria, I pionieri del west. Nel 1967 inizia a lavorare nello studio di Alberto Giolitti dove svolge il ruolo principale di inchiostratore di storie a fumetti, ma ha anche occasione di dipingere copertine per albi pubblicati in Inghilterra e Germania come Lasso e Reno Kid e di produrre tavole per alcuni settimanali inglesi della Fleetway. Negli anni Ottanta inizia una lunga collaborazione con Massimo Fecchi, prima come inchiostratore dei famosi personaggi di Rolf Kauka Fix & Foxi, poi per i personaggi Disney.

Leggi
1 16 17 18 19 20 54
Page 18 of 54