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Spettacolo

Alessandro Bonan: «Nel mio calcio sono tutti vincitori»

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Alessandro Bonan: «Nel mio calcio sono tutti vincitori»

Ma chi lo dice che l’estate è la più crudele delle stagioni per il tifoso di calcio? C’è il calciomercato, che è qualcosa di unico e magico. «È il momento in cui tutti possono pensare che stia arrivando la stagione giusta per la loro squadra. In cui un nuovo acquisto più è sconosciuto, più diventa quel campione misterioso che potrà dare la svolta. Il calciomercato è bello perché dà a tutti la certezza di poter vincere». Parole di Alessandro Bonan che anche quest’estate, affiancato da Gianluca Di Marzio e Fayna, è stato il cronista e cantore di questa realtà magica con “Calciomercato L’originale”, storica trasmissione in onda su Sky Sport che ci ha tenuto compagnia dal 1° giugno e si concluderà, in onda da Capri (NA), venerdì 28 agosto, data d’inizio della seconda giornata di Serie A.

Alessandro, voi tenete viva la passione del calcio quando il pallone è fermo: siete degli “appassionatori”.
«Forse un po’ sì, ma come argomento il calciomercato ha sempre funzionato. Incredibilmente funziona anche adesso che i media tradizionali vengono “superati” dall’informazione che arriva dai social e tutti sanno tutto subito. L’effetto sorpresa è calato, insomma, ma noi manteniamo l’autorevolezza. E visto che la gente non pende più solo dalle nostre labbra per conoscere le novità, io ho lavorato per trovare un modo nuovo per fare la differenza. Ecco perché a “Calciomercato L’originale” usiamo la musica, le battute, i ricordi, le citazioni intellettuali: dobbiamo convincere lo spettatore a guardarci pur sapendo già le notizie».

I ricordi… Un tempo il calciomercato “viveva” solo in hotel a Milano, a partire dal mitico Gallia. Oggi dov’è la “piazza del mercato”?
«Oggi si tratta in tutto il mondo telefonandosi e messaggiandosi. Nel luogo fisico, l’Hotel Sheraton di Milano, si va nell’ultimo paio di giorni, ma è una cosa un po’ malinconica perché in effetti non succede nulla. Non c’è più neppure la storica chiusura delle porte allo scadere del tempo per le trattative, quando ci si precipitava a “depositare” il contratto sennò saltava tutto: adesso basta mandare una Pec».

Il mercato lo facevano i presidenti e alcuni manager quasi “specializzati”. Erano loro le volpi delle compravendite.
«Oggi le vere volpi sono gli agenti dei calciatori, invece. Ma vi dirò che io spero che tornino a prevalere i direttori sportivi: dirigenti che ormai non possono più occuparsi solo della loro squadra, ma devono avere conoscenze e rapporti in tutto il mondo, visto che la bellezza del calciomercato è anche che, se non prendi Tizio, c’è sempre un Caio che sta nascendo dall’altra parte del mondo su cui puoi puntare».

In questa “mondializzazione” del mercato, quanto siete voi a cercare le notizie e quanto sono le notizie a bussare alla vostra porta?
«Una volta eravamo noi a cercare le notizie. Oggi mi sembra che siano loro a cercare noi. O meglio, a cercare Gianluca Di Marzio. Ha una tale credibilità che da anni è centrale nella trasmissione delle informazioni nella catena del calciomercato. Lui è diventato uno snodo del mercato».

Quali sono stati gli affari più promettenti di questo calciomercato?
«Parliamo a trattative aperte, quindi potrebbe succedere ancora qualcosa. L’Inter s’è mossa comprando i giocatori giusti e alla fine c’è stato anche il colpo che cercava il suo allenatore Cristian Chivu, l’esterno inglese Djed Spence: per me resta la squadra più forte. Per il resto ho grande fiducia nella Juventus, con il ritorno del francese Randal Kolo Muani e soprattutto con l’arrivo del bosniaco Kerim Alajbegovic, entrambi attaccanti. Il Napoli resta forte e credo che il nuovo allenatore Massimiliano Allegri possa essere la persona più indicata per andare d’accordo con il presidente Aurelio De Laurentiis, vero dominatore della situazione. Poi citerei due acquisti della Fiorentina: trovo strepitosi Christ Inao Oulaï, centrocampista che abbiamo già ammirato ai Mondiali con la Costa d’Avorio, e il collega di ruolo argentino Franco Mastantuono, preso in prestito dal Real Madrid».

Forse però la trattativa più calda dell’estate è stata quella per il nuovo allenatore della Nazionale…
«Sono d’accordo, e ne abbiamo parlato molto perché sembrava quasi che accadesse solo questo. La mia sensazione è che Giovanni Malagò, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, abbia voluto prendere in mano la situazione scegliendo la persona che aveva in mente fin dal primo momento, ovvero Roberto Mancini».

A questo punto ha già un favorito per il prossimo scudetto?
«No, non ancora. Come dicevo, siamo ancora in quella realtà “sospesa” del calciomercato dove vale davvero tutto. La prima giornata di campionato stravolgerà la situazione. Tornerà la realtà con le sue polemiche, le sconfitte, i “super-tecnici” che sanno sempre tutto loro e ci imbruttiremo. Solo adesso il calcio è tutto bello e non ci sono macchie sulle nostre speranze. Adesso siamo tutti vincitori».

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