Una piscina. Un cocktail. E poi lei: Sabrina Salerno in uno sfolgorante costume bianco (bagnato dalle onde!). Quelli che hanno vissuto gli Anni 80 si dividono in due categorie: chi al ritorno di ogni estate canticchia “Boys boys boys”… e chi mente. Venti milioni di dischi dopo, ne parliamo direttamente con lei.
Sabrina, partiamo da quel brano che è diventato un simbolo imperituro della bella stagione. Non per niente “Boys” aveva per sottotitolo “Summertime love”!
«Sì, anche se pochi lo sanno e tutti invece ricordano il ritornello. Va ancora forte: pochi giorni fa alcuni amici mi hanno mandato un video da un locale in Giappone dove la stavano suonando. Altri dal Perù…».
Se l’aspettava che sarebbe diventata una hit estiva? Qual è il segreto?
«Non me l’aspettavo e non conosco il segreto. Ogni canzone ha un suo destino, a volte misterioso. Tra l’altro era un pezzo da discoteca e oggi ce ne sono molte di meno che negli Anni 80, eppure non tramonta mai».
Anche il videoclip di “Boys” è ancora un classico. Si ricorda quando l’avete girato?
«Eccome. Fu una giornata da incubo. Eravamo a Jesolo e Claudio Cecchetto e Vittorio Salvetti, i produttori, avevano appena litigato. La tensione era palpabile».
Davvero? Sembrava tutto così spensierato!
«Quando si è professionisti il risultato arriva comunque. Le sensazioni le lasci fuori dalle riprese. Ma fu una giornata pesante».
Per lei l’estate è più sinonimo di tour e concerti o di vacanze?
«Una volta, di concerti. Ma da quando è nato mio figlio Luca Maria (nel 2004, ndr) ho una regola: “Luglio e agosto, concerti miei non vi conosco”».
Vale anche per questa estate 2026?
«Questa è un po’ particolare perché il 22 agosto ho avuto una serata a Riccione e dopo mi chiudo in studio di registrazione. A maggio ho fatto un esperimento duettando in un pezzo con una cantante creata dall’intelligenza artificiale: si intitola “Love in Rio”. Ma alcune radio si rifiutano di trasmettere brani o video dov’è utilizzata l’IA, quindi lo voglio reincidere da sola. E poi sto preparando nuove canzoni. Ma a parte questo, starò con Luca Maria: voglio fare un po’ la mamma. Sono persino andata a vederlo sul ring, dopo sei anni che mi trattenevo».
Sul ring???
«Sì, Luca Maria fa boxe. Gliel’ho consigliato io. All’inizio però non ce la facevo a vedere gli incontri, invece quest’estate mi sono fatta coraggio e sono andata. È stato bellissimo. Urlavo come una scalmanata, all’uscita non avevo più la voce».
Eh no, poi come fa a cantare?
«Eh, mi sono fatta prendere. Io faccio pesistica, tre ore di allenamento al giorno, mi serve anche per farmi il fiato per gli show. Ma ho sempre adorato la boxe. Se non fosse per questo seno prosperoso che mi ritrovo, l’avrei fatta anch’io. Peccato…».
Qual è il suo posto preferito dove passare l’estate?
«La Corsica. Affitto una barca e vado là».
E un evento estivo che le è rimasto nel cuore?
«Il Festivalbar. Oggi i cantanti sono ossessionati dall’esibizione perfetta. Allora c’era più voglia di divertirsi, ricordo notti fuori a far baldoria coi colleghi».
I più simpatici?
«Be’, Sandy Marton era irresistibile. Ma io ero innamorata di Nick Kamen».
Se dovesse scegliere la colonna sonora dell’estate perfetta, quale sarebbe?
«Mi vengono in mente “Vamos a la playa” dei Righeira e anche “People from Ibiza” di Marton».
La canzone più bella tra le sue, e tra quelle altrui?
«Tra le mie proprio “Love in Rio”: ascoltatela. Tra le altre, “I like Chopin”. Avevo 12 anni quando l’ho sentita. Mi innamorai di Gazebo».
A proposito: da bambina dove passava le estati?
«Al Lido di Genova. Lì è cominciato tutto. Ricordo che studiavo al liceo linguistico e volevo fare l’interprete. Sono sempre stata portata per le lingue: parlo francese, inglese, spagnolo e un po’ di russo. Mi attiravano anche medicina e psicologia. Ma poi vinsi il concorso di Miss Lido, cominciarono ad arrivare proposte dal mondo dello spettacolo e non mi sono più fermata».
Il concerto estivo più strano di tutti?
«Una volta, in Finlandia, era il solstizio d’estate e il sole non è mai tramontato. Di solito si aspetta che faccia buio per cominciare il concerto, ma lì era impossibile… Più estate di così!».
C’è qualcosa di quelle estati che manca alle estati di oggi?
«No. Solo che oggi fa molto più caldo».
Niente nostalgia, allora?
«Penso che la nostalgia per gli Anni 80 ce l’abbia chi si divertiva in spiaggia. Io invece pensavo alla mia carriera e lavoravo di brutto!».
E anche adesso lavora di brutto?
«Come no. Finché mi piace non mollo di un millimetro, anche ad agosto. Io sono forte come l’estate. Ecco, visto? Le ho dato anche il titolo!».
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