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Spettacolo

Le Pappardelle sono le super campionesse di “Reazione a catena”

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Le Pappardelle sono le super campionesse di “Reazione a catena”

Arrivano da Firenze come le Pappardelle di cui portano il nome e che i toscani si “pappano” golosamente e con dovizia di sughi sapidi e densi. Sono amiche da una vita, così dicono in televisione e confermano di persona, e vivono tutte e tre all’Isolotto, quartiere fiorentino della periferia sud. Carolina, Francesca e Maria Giulia, le Pappardelle per l’appunto, dal 3 agosto compaiono tutti i giorni alle 18.40 a “Reazione a catena” su Rai1. Eliminando sotto lo sguardo sornione e sorridente del conduttore Pino Insegno una squadra dopo l’altra, giorno dopo giorno. Con preparazione («Tanta» dichiarano) e fortuna (che non disdegnano).

«È una combinazione di entrambe le cose» afferma Carolina, capitana della squadra. «L’allenamento è fondamentale, ma anche la fortuna. Ogni puntata ci diciamo: “Godiamocela” perché potrebbe essere l’ultima. E anche vincendo più puntate non si è mai più forti di nessuno». «È il nostro modo di vivere questa avventura» le fa da sponda Maria Giulia «senza dare nulla per scontato o sentirsi superiori agli altri, come fosse sempre la prima puntata». Intanto di puntate le Pappardelle ne hanno vinte una ventina inanellando “catene” di parole senza fine.

La prima “catena” indovinata portava alla parola “Insieme” che, guarda caso, è un po’ il loro motto. «Siamo persone semplici, ci basta un posto dove stare a chiacchierare per ore di tutto». Il posto d’elezione è I Portici, il bar nella piazza del quartiere. E poi insieme fanno volontariato («Siamo state un mese in una favela brasiliana con il progetto Agata Smeralda») e allestiscono spettacoli e musical con il teatro La Fiaba («Alcuni sono scritti dalla nostra compagnia con musiche originali, altri sono degli adattamenti»). Sempre insieme. «Siamo amiche d’infanzia, viviamo in un quartiere che è come un paesino, ci si conosce un po’ tutti. Francesca e Maria Giulia frequentavano le stesse scuole elementari, ma il nostro legame è diventato più stretto quando abbiamo cominciato a fare volontariato nella parrocchia dell’Isolotto» dice Carolina. La chiesa è quella della Beata Vergine Maria Madre delle Grazie. Il parroco don Luca Niccheri, tutte le mattine in cui le Pappardelle registrano una puntata nella sede Rai di Napoli invia loro «un messaggino di supporto». Sarà la benedizione del Cielo o altro, fatto sta che le tre fiorentine sono tuttora saldamente in onda. 

A “Reazione a catena” erano apparse come meteore un luglio di tre anni fa. «Un pomeriggio mi stavo annoiando» racconta Carolina «mi ero messa a guardare il programma e avevo detto alle altre: “Perché non proviamo?”». Si presentarono ai provini e quindi in trasmissione come “Le Frangette”. Era il taglio di capelli che portavano a quei tempi, ma vennero subito sconfitte e se ne tornarono a casa. Tuttavia il regolamento del gioco non vieta di ritentare la sorte a chi è stato eliminato in un battibaleno. «Abbiamo continuato a esercitarci guardando su RaiPlay quasi tutte le puntate di “Reazione a catena” e ci siamo allenate con un sito Internet che genera parole per creare le nostre definizioni. Lo scorso marzo abbiamo rifatto il provino e ci hanno richiamato». A quel punto gli allenamenti si intensificano e al teatro parrocchiale gli amici organizzano addirittura una sorta di “prova generale”, allestendo una finta puntata del programma con tanto di conduttore e squadra sfidante. «Sembrava un gioco, ma ci hanno dato del filo da torcere! È servito per partire con una bella carica». Partenza da Firenze, arrivo a Napoli. «L’emozione di stare nello studio televisivo è la stessa di tre anni fa, ma ora siamo più grandi e siamo qui con uno spirito più leggero».

Dopo tre anni oltretutto, eccezion fatta per Francesca, le ragazze non hanno più la frangetta sicché serviva un altro nome per la squadra. «Ci abbiamo ragionato e alla fine abbiamo capito che ci univa una grande passione per il cibo e soprattutto per la pasta». Pasta toscana, ovviamente: le Pappardelle. Carolina ha sempre il ruolo di capitana (le altre due si rifiutano e «Carolina non dice mai di no»), mentre nel gioco “L’intesa vincente” è Maria Giulia, al centro, a indovinare la parola perché è «la più pragmatica» e viene presto al sodo. A questo punto del percorso e con i soldi vinti qualche progetto è già nell’aria, le ragazze non mancano d’iniziativa: «Ci è venuta l’idea di avviare una produzione di sughi di cinghiale con il marchio “le Pappardelle”». Quando si dice: una pappardella tira l’altra.

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