Fine dei giochi a San Siro: l’Inter si impone per 2-0 sul Parma e si laurea campione d’Italia per la 21esima volta nella sua storia, con tre giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato di Serie A.
La formazione di Chivu, cui bastava un pareggio per conquistare il titolo, non ha voluto speculare sulla doppia opportunità di risultato. Dopo una traversa al 25′ di Barella, i nerazzurri si sono portati in vantaggio con Thuram, al suo 13esimo centro stagionale in A. Nella ripresa, al 65′, ingresso ed ovazione per Lautaro Martinez partito dalla panchina, che ha così potuto celebrare lo scudetto sul campo e onorare l’ormai vicino titolo di capocannoniere. All’80’ il punto esclamativo lo mette Mkhitaryan, un tributo alla carriera dell’armeno che raccoglie un assist perfetto proprio di Lautaro. Con 12 punti di vantaggio sul Napoli, l’Inter a tre gare dalla fine è di fatto irraggiungibile. Chivu conquista lo scudetto alla sua prima panchina in nerazzurro, come Arpad Weisz, Alfredo Foni, Giovanni Invernizzi e Josè Mourinho.
Chivu, l’uomo del Triplete che ora può riuscire nel “doblete”
Cristian Chivu, abbracciato prima della gara da Carlos Cuesta che ha preso il suo posto sulla panchina del Parma (prima squadra in Serie A del tecnico romeno), non è riuscito a nascondere l’emozione, lui uomo del Triplete che ha ridato energia e vigore ad una squadra che usciva con le ossa rotte e il morale a terra dal terribile finale di stagione della scorsa primavera. Portato in trionfo da tutta la squadra che lo acclamava così come lo stadio, è lui l’uomo in più di questa stagione, che per i nerazzurri deve ancora completarsi con la finale di Coppa Italia del 13 maggio contro la Lazio.
Le parole prima del match pronunciate dal presidente Marotta sono piene di gratitudine per il gran lavoro di ricostruzione fatto dall’allenatore. “La scelta di Chivu? Credo che l’elemento principale di questa decisione sia il coraggio. Non siamo andati alla cieca, aveva tutte le skills che corrispondevano alle nostre richieste, non abbiamo avuto dubbi sul fatto he potesse fare un campionato bello, se poi è coronato da scudetto e Coppa Italia, allora Chivu ha fatto un’annata straordinaria“, ha detto Marotta, facendo intendere come il tecnico abbia dato compattezza, unità e coraggio a questa squadra che rischiava invece di non ritrovarsi dopo l’addio inatteso di Simone Inzaghi. Ora in Piazza Duomo, già gremita prima ancora che iniziasse il secondo tempo contro il Parma, si festeggia una “rinascita”. La società per la notte tricolore non ha organizzato nulla perché San Siro sarà pronta a vestirsi nel migliore dei modi per la grande festa nel fine settimana della 37ma giornata di campionato, ultima partita casalinga nerazzurra contro il Verona. In quella occasione ci sarà la consegna delle medaglie e del trofeo alla presenza delle istituzioni calcistiche prima che la tifoseria tutta sui riversi in strada con tanto di corteo e pullman scoperto.
Marotta: “Questo è lo scudetto di Chivu, deve stare all’Inter per tanti anni”
“È il mio primo scudetto da presidente. Non avrei mai immaginato di vincere in questo ruolo nell’Inter. Questo è lo scudetto di Chivu e della squadra“. Così a Dazn il presidente dell’Inter Beppe Marotta. “Abbiamo scelto Chivu il giorno dopo l’addio di Inzaghi e lo abbiamo puntando su un valore importante nei manager che è il coraggio. Un coraggio ponderato, aveva un curriculum da giocatore vincente, capitano dell’Ajax a 21 anni, vincente nella Primavera dell’Inter e poi aveva fatto bene al Parma. Queste skill ci hanno portato a decidere tranquillamente. L’unica cosa che le poteva mancare è l’esperienza ma noi abbiamo supportato a questa unica lacuna. Ha grande qualità, potrà e deve stare all’Inter per tanti anni”, ha aggiunto.
Barella: “Questo scudetto è dimostrazione che non bisogna mai mollare”
“Questa era il nostro obiettivo, per la stagione puoi lasciare qualcosa per strada. Ce ne sta un altro (la Coppa Italia, ndr) ma oggi ci godiamo questa giornata. Non è stato facile. È un grande traguardo“. Così Nicolò Barella a Dazn nel festeggiare lo scudetto numero 21 dell’Inter. “Si attraversano momenti difficili come la stagione dell’anno scorso dove potevamo vincere tutto e non abbiamo vinto niente. Questa è la dimostrazione che non bisogna mai molare e rialzarsi. Anche nei momenti difficili i compagni hanno avuto una buona parola per me”, ha aggiunto. “Come abbiamo ricompattato il gruppo? In campo si può sbagliare ma questa squadra non ha mai perso la voglia di stare insieme, abbiamo dato sempre tutto quello che avevamo, sono orgoglioso di questa squadra”, ha concluso.
Lautaro: “Non facile ripartire dopo la scorsa stagione, orgoglioso di questa maglia”
“Oggi è tutta felicità, lavoro fatto, non era semplice ripartire dopo quella stagione molto dura avendo tutte le competizioni che avevamo a disposizione, sono felice e contento di questo traguardo. Era un obiettivo importantissimo per noi, non ci davano per favoriti dopo l’anno scorso ma abbiamo lavorato nello spogliatoio e in campo”. Così a Dazn il capitano dell’Inter, Lautaro Martinez, dopo la conquista del suo terzo scudetto. “Noi da tanti anni stiamo facendo un lavoro importante anche in Europa con due finali di Champions in 4 anni. Dobbiamo continuare su questa strada, l’importante è continuare a voler vincere e arrivare al traguardo. Siamo riusciti a fare lo sprint finale in maniera concentrata anche come gruppo. Ecco, il gruppo è stata la cosa più importante”, ha proseguito. “Chivu? È stato bravo a portare nuove energie ed entusiasmo, anche se con Inzaghi abbiamo fatto 4 anni impressionanti quest’anno ci serviva un cambio d’aria, era scritto così. Capocannoniere e poi la Coppa Italia e il Mondiale? Quando vinci la cosa importante è continuare a vincere, sono orgoglioso di vestire quest maglia”, ha concluso.
Fuochi d’artificio a San Siro per la vittoria dello scudetto
Fuochi d’artificio a San Siro per celebrare lo scudetto numero 21 dell’Inter. I giocatori in mezzo al campo hanno raccolto gli applausi del tifoseria nerazzurra alzando al cielo sotto la curva il tricolore. Sul prato un grande telo nerazzurro con il numero 21 dorato sventolato da tutti i giocatori. Fuochi d’artificio anche in Piazza Duomo.
Questo articolo Serie A, Inter-Parma 2-0: nerazzurri campioni d’Italia con tre giornate d’anticipo proviene da LaPresse





