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Dl Bollette, la Camera conferma la fiducia al governo

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Dl Bollette, la Camera conferma la fiducia al governo

Con 203 voti favorevoli, 117 contrari e tre astenuti l’aula della Camera ha dato via libera alla questione di fiducia posta dal governo sul dl Bollette, ovvero sul disegno di legge di conversione del decreto recante misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico. Alla ripresa dei lavori si procederà con l’esame degli ordini del giorno presentanti al provvedimento, prima delle dichiarazioni di voto e della votazione finale sul testo.

Codacons: “Il Dl Bollette allo stato attuale è già superato”

“Allo stato attuale il decreto Bollette è già superato e le misure contenute al suo interno non appaiono in grado di affrontare il nuovo scenario economico né risolvere il problema della crescita dei prezzi energetici”, ha affermato il Codacons. “Oggi, con le quotazioni del gas salite di oltre il 50% rispetto a febbraio e incrementi dei prezzi dei beni energetici che, secondo l’Istat, in un solo mese sono saliti del +8,9%, è di tutta evidenza come la struttura del decreto Bollette risulti superata e non più attuale”.

“I bonus in favore delle famiglie meno abbienti rappresentano un palliativo che non risolve il problema del caro-energia né la crisi delle ultime settimane, stessa cosa dicasi per il contributo su base volontaria lasciato alla totale discrezione delle aziende energetiche”. “Le altre misure approvate non forniscono adeguate certezze circa la capacità di tramutarsi in un reale abbattimento delle tariffe di luce e gas pagate da utenti e imprese e, alla luce del nuovo scenario economico, crediamo il decreto sia del tutto inadeguato ad affrontare la crisi in atto”.

Unc: “Sepolto dagli eventi e inadeguato”

Dello stesso avviso Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Un decreto sepolto dagli eventi e inadeguato anche per il lungo periodo”, ha affermato. “Se era perdonabile che il decreto non affrontasse l’emergenza della guerra, essendo stato varato prima, è gravissimo che poi non sia stato adeguato alla gravità della situazione oppure che non se ne sia fatto un secondo per tamponare nel breve periodo il rialzo delle bollette, salite ieri dell’8,1% per la luce nel mercato tutelato, 45 euro su base annua e che giovedì esploderanno per il gas”. “A questo si aggiunga che i bonus sociali diminuiscono rispetto allo scorso anno”.

Associazioni: “Scelta grave prorogare il carbone al 2038”

“Prorogare il carbone al 2038 è una scelta grave, incoerente e a rischio di illegittimità costituzionale”. Questo il pensiero delle associazioni ambientaliste, e non, tra cui Forum Diseguaglianze Diversità, Greenpeace Italia, Kyoto club, Legambiente, Transport & environment e Wwf. In questo modo “si ritarda ancora la transizione, esponendo l’Italia a ritardi incolmabili”. Le associazioni esprimono “netta e ferma contrarietà all’approvazione dell’emendamento al cosiddetto decreto Bollette che proroga al 2038 la chiusura delle centrali a carbone in Italia”.

De Micheli (Pd): “Provvedimento inconcludente, governo confuso”

“In questo momento di grande difficoltà del governo Meloni, ci sono due approcci possibili a questo decreto Bollette: uno è l’esercizio dell’uso della polemica fine a sé stessa, l’altro l’esercizio della responsabilità dove l’esecutivo sonnecchia davanti al caro energia per le famiglie e le imprese italiane. Se il decreto era già debole e inefficace nella sua prima stesura, rimane incomprensibilmente inconcludente oggi nel testo su cui il governo pone la fiducia ammettendo la sua incapacità di dare risposte concrete sul costo dell’energia e la traumatica confusione tra ciò che dice e ciò che fa”, ha dichiarato la deputata Pd Paola De Micheli.

“Il differenziale sul costo dell’energia tra l’Italia e i partner europei porta a una minore competitività delle imprese italiane e a una riduzione traumatica del potere d’acquisto delle famiglie. Il governo non ha prodotto alcuna riforma strutturale per far fronte anche alle fasi di shock energetico ma ha semplicemente spostato risorse già esistenti e altri oneri nelle Bollette, dimostrandosi subalterno ad altri interessi”.

“La proroga voluta dall’esecutivo fino al 2038 per l’utilizzo del carbone dimostra, ancora una volta in più, l’assenza di pensare al futuro sapendo poi, che tale uso non ridurrà i costi dell’energia. Un governo che vive completamente fuori dalla realtà che vivono i cittadini italiani e che è cieco davanti alle strade alternative per avviare un nuovo piano industriale dell’energia”, ha aggiunto.

Zucconi (FdI): “Decreto per ristrutturare prezzi energetici”

“Questo provvedimento sposta 5 miliardi per diminuire costi energetici a favore di famiglie e imprese, a chi ne dichiara l’insufficienza vorrei ricordare che dal primo di gennaio 2024, la clausola di salvaguarda generale applicata nel marzo 2020 è stata disattivata dalla Commissione Europea. In questo ritorno di regime di sorveglianza fiscale per i paesi Europei mi sarei aspettato che l’aver destinato in questo provvedimento una tale mole di risorse venisse generalmente encomiato e non criticato”, ha dichiarato Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia, segretario di Presidenza e membro della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo.

“Tra l’altro che la mano destra non sappia cosa faccia la mano sinistra è accettabile, ma tra mani sinistre ci dovrebbe essere un po’ di dialogo: Bonelli ci rimprovera che il governo Meloni ha speso 40 miliardi per diminuire i costi energetici e Appendino ci dice che ne abbiamo spesi pochi: si mettano d’accordo perché non lo sono mai”.

“Con una guerra dai significativi impatti per l’economia mondiale, l’Italia vive una grave emergenza energetica che questi fatti acuiscono, in questi momenti la compattezza della classe politica dovrebbe essere un dovere morale. Fratelli d’Italia si è sempre comportata così anche quando era all’opposizione. Con questo decreto abbiamo trovato la strada per limitare i profitti, compatibilmente con le normative UE, favorendo risparmi a famiglie e aziende a partire dalla espulsione degli Ets, dalla produzione delle rinnovabili e con l’aumento dell’Irap”, ha aggiunto.

“Abbiamo aiutato le famiglie con il bonus dei 115 euro, aggiuntivo al bonus sociale. Abbiamo anche introdotto un emendamento per lo stop netto al telemarketing selvaggio. Proteggiamo i cittadini anche dalle speculazioni. Questo decreto non è pensato per tamponare una crisi, ma per strutturare i prezzi energetici. Sul ritorno al carbone è una mera misura di sicurezza, ed è inutile che le opposizioni facciano propaganda su questo. In Germania, la patria del green deal verde-socialista, l’utilizzo del carbone copre il 23%, nella Cina comunista è il 65%. Grazie al governo Meloni le rinnovabili hanno avuto il massimo storico, il 41% della domanda nazionale è coperta dall’utilizzo delle rinnovabili”.

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