Un caccia F-18 spagnolo in pattugliamento Nato ha abbattuto un drone che era entrato nello spazio aereo della Romania. Dell’episodio ha riferito il ministero della Difesa romeno, che non ha precisato l’origine del drone. Un portavoce del comando militare della Nato tuttavia, il colonnello dell’esercito Usa Martin O’Donnell, ha affermato che l’accaduto è oggetto di indagine “ma il drone sembra essere russo”. “Sembra essere entrato in Romania dallo spazio aereo moldavo a seguito di un altro attacco notturno sferrato dalla Russia sull’Ucraina”, ha aggiunto il portavoce.
Drone nello spazio aereo della Romania
Il fatto è avvenuto in una notte in cui si sono incrociati attacchi russi sull’Ucraina e, dall’altra parte, un massiccio attacco ucraino con sciami di centinaia di droni lanciati contro la Russia. Secondo la ricostruzione fornita dal ministero della Difesa di Bucarest, l’ingresso del drone nello spazio aereo romeno è stato rilevato dai sistemi di sorveglianza alle 4.44 della mattina del 16 agosto a circa 24 chilometri a nord della città orientale di Galati, vicino al confine con la vicina Moldavia, Paese senza sbocco sul mare situato fra l’Ucraina e la Romania.
Il caccia F-18 spagnolo, impegnato in missioni di pattugliamento aereo, “ha rilevato il bersaglio tramite radar e ha ricevuto l’autorizzazione all’intervento”, ha proseguito il ministero di Bucarest, aggiungendo che “il drone è stato abbattuto in modo sicuro dal velivolo F-18 alle 05:01″. Il dicastero ha poi precisato che domenica, intorno alle 10 del mattino, sono stati segnalati detriti di un drone anche nel Mar Nero, a circa 1,5 chilometri dalla città costiera di Costanza.
La ministra degli Esteri della Romania, Toiu Oana, ha riferito in un post su X di avere avuto un colloquio telefonico con l’omologo spagnolo, José Manuel Albares: “innanzitutto per ringraziare la Spagna per il suo contributo concreto alla sicurezza degli alleati”, ha scritto in un post su X, spiegando che l’attuale missione di pattugliamento spagnola in ambito Nato “consiste in un dispiegamento potenziato, su richiesta della Romania e della Nato, per rafforzare il fianco orientale a seguito di precedenti incidenti con droni”.
Am avut o discuție telefonică cu omologul meu spaniol, José Manuel Albares, în primul rând pentru a mulțumi Spaniei pentru contribuția sa concretă la securitatea României și a Aliaților.
Noaptea trecută, o aeronavă F-18 a Forțelor Aeriene și Spațiale Spaniole, care executa…
— Toiu Oana (@oana_toiu) August 16, 2026
Non è la prima volta infatti che droni sconfinano in Romania. L’ultima venerdì, quando nel giorno in cui un drone straniero è stato abbattuto da un caccia italiano dopo essere entrato nello spazio aereo della Lettonia, un altro drone si era schiantato in Romania in un’area boschiva a 5 chilometri dal confine con l’Ucraina.
Pioggia di droni di Kiev sulla Russia
Intanto una pioggia di droni di Kiev si è riversata sulla Russia, nella notte tra sabato e domenica, in quello che Mosca ha definito l’attacco ucraino su larga scala “più grande del 2026”. Le autorità russe hanno riferito di avere abbattuto 822 Uav lanciati dall’Ucraina e sono almeno sei le persone uccise, mentre i dispositivi hanno anche colpito un altro magazzino di Wildberries, il più grande rivenditore online russo, nella città di Podolsk.
Attacchi di Mosca sull’Ucraina
Attacchi anche dalla Russia in territorio ucraino, uno dei quali condotto con droni ha innescato un incendio che ha dato alle fiamme il famoso mercato di libri di Kiev, vicino alla stazione della metropolitana di Pochaina. Secondo le autorità ucraine, l’ultimo bilancio degli attacchi russi è di otto morti e 39 feriti fra le regioni di Kiev, Sumy, Donetsk, Kherson, Zaporizhzhia e Kryvyi Rih, regione quest’ultima in cui è stato colpito uno stabilimento di ArcelorMittal.
Il piano di Francia, Germania e Regno Unito
“Ovunque i russi riescano a raggiungere con i loro missili balistici, colpiscono le infrastrutture civili”, ha denunciato il presidente russo Volodymyr Zelensky. Mentre non si intravede una fine della guerra, il New York Times ha riportato che, preoccupati di essere esclusi dal presidente Trump da eventuali colloqui per porre fine al conflitto, tre Paesi europei – cioè Francia, Germania e Regno Unito – stanno lavorando a un formato per futuri negoziati, anche se la Russia ha mostrato scarso interesse.
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