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Juve Stabia – Frosinone: seconda qualificazione consecutiva ai playoff

di Giovanni Minieri

Ci sono sere in cui il tabellino è un bugiardo necessario. Sere in cui uno 0-1 stampato sul tabellone luminoso non racconta la verità, ma solo un dettaglio statistico. Perché al fischio finale di Juve Stabia-Frosinone, mentre il prato del “Menti” vedeva svanire l’imbattibilità quasi totale del suo fortino, l’aria si è riempita di un’elettricità diversa. Non quella della delusione, ma quella della gloria.
La Juve Stabia è ufficialmente ai Playoff per la Serie A. Di nuovo. Per la seconda volta consecutiva. Un traguardo che non è più una sorpresa, ma la certificazione di un modello, di un’identità, di un sogno che ha messo radici profonde nel cemento di Castellammare.
Il match contro il Frosinone non è stato una passerella. Da una parte le Vespe, decise a onorare i propri tifosi; dall’altra la corazzata ciociara, affamata di punti per la promozione diretta. Ne è nata una danza frenetica, un calcio “senza speculazioni” dove i ragazzi di Ignazio Abate hanno sciorinato forse una delle migliori prestazioni dell’anno.
Il destino, però, ieri sera aveva deciso di vestire i panni dell’ironia. La porta del Frosinone è sembrata stregata: Okoro ha accarezzato il vantaggio per due volte, Cacciamani ha cercato la potenza senza trovare lo specchio e Maistro ha visto il suo urlo strozzarsi su un legno che trema ancora. Nemmeno la ripresa ha cambiato lo spartito: un secondo palo colpito da Correia ha confermato che il pallone proprio non volesse entrare.
La dura legge del calcio si è materializzata al primo affondo ospite: un corner, uno stacco imperioso di Bracaglia e la beffa per Boer. Ma mentre il Frosinone esultava per un sorpasso sul Monza che profuma di Serie A diretta, il pubblico del Menti riceveva la notizia più attesa: i risultati dagli altri campi rendevano quel KO del tutto indolore.
Il settimo posto è blindato, la qualificazione alla post-season è realtà con 90 minuti d’anticipo. Un miracolo sportivo che porta la firma di Ignazio Abate, capace di dare a questo gruppo una consapevolezza fuori dal comune.
A fine gara, Abate non ha nascosto l’emozione, preferendo parlare dell’anima dei suoi ragazzi piuttosto che degli episodi sfortunati:
“Non era scontato centrare i playoff. Allenare questi ragazzi mi riempie di orgoglio: hanno disputato una partita gagliarda, interpretandola alla grande. C’è rammarico solo per il risultato, ma la prestazione resta.”
Ora resta l’ultima fatica della regular season in quel di Bolzano contro il Sudtirol, ma la testa è già lì, a quegli spareggi dove tutto è possibile. La Juve Stabia non ci arriva per caso; ci arriva con la forza di chi ha saputo cadere e rialzarsi, di chi ha trasformato il “Menti” in un tempio e di chi, ora, non ha più intenzione di porsi limiti.
Castellammare può sognare. E questa volta, il sogno ha le ali di una Vespa che non smette di pungere.

Tags : frosinoneJuveStabia