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Famiglia nel bosco, i genitori alla Camera, Brambilla: “È violenza di Stato”

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Famiglia nel bosco, i genitori alla Camera, Brambilla: “È violenza di Stato”

“Non avrò pace finché questa famiglia non sarà riunita: oggi sono la voce di questi bambini che non hanno modo di essere ascoltati da nessuno”. È perentoria Michela Vittoria Brambilla – presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza – nell’introdurre l’incontro coi coniugi Trevallion alla sala stampa della Camera. 

L’incontro alla Camera

È stata lei a organizzare l’incontro coi genitori della ‘famiglia nel bosco’, accompagnati dall’avvocato Marco Femminella, dallo psichiatra consulente di parte Tonino Cantelmi e dagli psicoterapeuti Massimo Ammaniti della Sapienza di Roma e Daniela Pia Rosaria Chieffo, responsabile Uos clinica del Policlinico Gemelli. 

Una vicenda che per Brambilla “è iniziata male e sta proseguendo peggio: è violenza di Stato”, incalza. “Il sistema con cui i minori vengono tolti alle famiglie va riformato. In questa Italia moralizzatrice si giudica con arroganza uno stile di vita diverso dal proprio. Le autorità riuniscano questa famiglia, non continuiamo a sbagliare come Paese”. 

Famiglia nel bosco, i genitori alla Camera, Brambilla: “È violenza di Stato”

Il dolore dei genitori della ‘famiglia nel bosco’

Nathan Trevallion, il padre della ‘famiglia nel bosco’, ha affidato a una breve lettera il racconto del suo stato d’animo. “Non ci saremmo mai aspettati di dover vivere il dolore degli ultimi cinque mesi”, ha esordito davanti ai giornalisti nella sala stampa di Montecitorio. 

Il pensiero di Nathan va soprattuto al dolore dei bambini. “La separazione dalla loro casa e dagli animali, dalla mamma e quindi lo stress, l’ansia e il trauma: è stato tremendo dal punto di vista mentale ed emotivo. La loro gioia è stata distrutta. Noi genitori – aggiunge – siamo ancora più uniti nell’amore tra di noi e verso i bambini. Il nostro più grande desiderio è essere riuniti come famiglia”. 

Non meno affranta la mamma, Catherine Trevallion. “Sappiamo che i nostri bambini soffrono e non possiamo riportarli a casa dove sono amati. Ho visto la loro sofferenza nella casa rifugio e sento Nathan che piange e si lamenta nel sonno”, racconta. “Mi sento impotente ed è terribile, da donna che ha speso tutta la vita aiutando gli altri. È stata la cosa più crudele che ho visto fatta a dei bambini in tutta la mia vita”. 

“Madre accusata senza evidenze cliniche”

Ed è proprio la parola ‘crudeltà’ che lascia il segno in Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte della famiglia Trevallion. “Crudeltà vuol dire screditare il raccontare della madre, che non viene creduta, accusata di danneggiare i figli senza evidenze cliniche e scientifiche. Vengono espressi giudizi clinici da chi non ha le competenze per farlo”. 

Ma nel racconto corale della vicenda c’è spazio anche per la voce dei bambini, condensata nella parole che Utopia, la più grande dei tre, ha scritto alla mamma in occasione del suo compleanno lo scorso 13 aprile. “Mamma, ti auguro buon compleanno insieme a tutti i nostri animali. Vorrei tanto essere lì, ti vogliamo bene, ci manchi moltissimo ma ci stiamo facendo forza per uscire da qua”. 

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