Eclissi di sole totale, tutto quello che c’è da sapere
- Quando comincerà Mercoledì 12 agosto, tra le 19.25 e le 19.38, a seconda della città
- Il picco massimo Sarà tra le 20.00 e le 20.22 sempre a seconda della città
- Durata totale Circa 1 ora e 10 minuti
- Durata del picco massimo Circa 2 minuti
- Da dove si potrà vedere In tutta Italia, ma con visibilità decrescente verso sud-est
- Le regioni più favorevoli saranno Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia e il nord della Sardegna
- Da dove si potrà vedere l’eclissi totale nel mondo Groenlandia, Islanda, Spagna, Russia artica, Portogallo
- Percentuale massima di copertura (in Italia) 95%
- Data della prossima eclissi solare (parziale) in Italia 2 agosto 2027
- Data della prossima eclissi solare totale in Italia 3 settembre 2081
Sorrisi vi parla degli spettacoli di musica, cinema e tv. Ma esistono anche gli spettacoli della natura. E uno dei più stupefacenti verrà “trasmesso” in tutta Italia nella prima serata di mercoledì 12 agosto: un’eclissi di Sole. Per prepararci abbiamo chiesto lumi a Luigi Bignami, che proprio il giorno prima condurrà sul tema una serata speciale su Focus (canale 35 del digitale terrestre): “Eclissi – Il giorno in cui il Sole sparisce”.
Caro Bignami, tanto per cominciare: perché l’eclissi di Sole è uno spettacolo così raro e speciale?
«La “colpa” è di quel piccolo angolo che separa il piano dell’orbita terrestre attorno al Sole da quello della Luna attorno alla Terra: appena cinque gradi di differenza. Se non ci fossero avremmo un’eclissi al mese! Così invece bisogna aspettare che la Luna si trovi nella precisa intersezione tra i due piani proprio quando passa tra la Terra e il Sole: un evento davvero raro. Basti pensare che l’ultima eclissi totale sull’Italia è avvenuta nel 1961 e la prossima sarà nel 2081».
Quindi quella del 12 agosto non sarà totale?
«No ma… quasi: in Italia la Luna oscurerà fino al 95% del disco solare (e in altri Paesi, come la Spagna, il 100%)».
Dove si vedrà meglio?
«A nord-ovest. Le regioni più fortunate saranno Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria».
E quanto durerà?
«Il picco, due fantastici minuti».
Di cosa parlerà nella trasmissione?
«Con l’aiuto dei ricercatori dell’Osservatorio astronomico della Valle d’Aosta spiegheremo i meccanismi e tutti i segreti delle eclissi. Gli “archeoastronomi” sveleranno invece i metodi di previsione delle antiche civiltà. E avremo tra gli ospiti anche Francesco Bandello, direttore dell’unità oculistica dell’ospedale San Raffaele di Milano».
Un medico, addirittura. E perché?
«Perché tutte le volte che ci sono le eclissi qualcuno finisce al pronto soccorso. Fissando il Sole si rischia che i raggi ultravioletti e infrarossi buchino la retina con un danno permanente».
E gli occhiali da sole non bastano?
«Assolutamente no. Neanche “raddoppiati”, come fanno alcuni».
E il vecchio trucco di guardare l’eclissi riflessa in una bacinella?
«È un mito da sfatare. A parte che si vede male, l’acqua riflette i raggi nocivi e non li filtra».
Allora ho rischiato grosso perché ci avevo provato anch’io. Suppongo che pure binocoli e cannocchiali…
«Non ne parliamo neanche. A meno che non siano i telescopi professionali degli astronomi forniti di tutti i filtri necessari».
Ma insomma, come possiamo vederla questa eclissi?
«C’è chi usa gli occhiali da saldatore, ma anche lì bisogna stare molto attenti perché solo pochi hanno una capacità schermante sufficiente. La cosa migliore è acquistare degli occhialini schermanti prodotti apposta e provvisti della certificazione ISO 12312-2 e del marchio CE: costano poco e si trovano facilmente».
E cosa succede se durante l’eclissi il cielo è nuvoloso?
«L’Agenzia spaziale europea trasmetterà l’eclissi in diretta sul suo sito esa.int fin dal momento in cui comincia, in Groenlandia, alle 17».
Ma gli scienziati hanno ancora qualcosa da scoprire sulle eclissi?
«Eccome. Certi studi sulla corona e sull’atmosfera solare si possono realizzare solo durante un’eclissi: quella del 1919, per esempio, è addirittura servita per dimostrare la teoria della relatività di Einstein. Lo scienziato aveva predetto che la massa del Sole avrebbe deviato la luce di alcune stelle che appaiono vicinissime al nostro astro, facendole apparire in un punto diverso da quello previsto».
E come potevano vederle se appaiono vicinissime al Sole?
«Appunto. Serviva un’eclissi, dimostrando che Einstein aveva ragione».
A proposito: è difficile prevedere un’eclissi?
«Oggi no: un computer lo fa in due secondi. Ma la cosa incredibile è che ci riuscivano gli antichi Maya. Il problema è che pensavano anche che la colpa fosse di draghi celesti o altri esseri mostruosi che mangiavano il Sole. E allora, per evitarlo, facevano sacrifici. Anche umani».
Meglio oggi, direi. Viva la scienza.
«Sì, ma ancora sopravvivono strane superstizioni, come quella per cui le donne in gravidanza non dovrebbero uscire di casa durante un’eclissi. Tutto perché si sopravvaluta la forza gravitazionale esercitata su di noi dalla Luna. È maggiore quella della sedia su cui siamo seduti».
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