“Cambio parole su Bella Ciao? Non è che non ho voluto prendere una posizione, ho voluto allargare questa posizione, perché i partigiani sono esseri umani. In questo momento ciò che sta succedendo nel mondo, in Iran, in Palestina, dove cadono bombe ovunque, la gente non è libera di vivere. Mi sono presa la briga di farlo. Per me non è censura il fatto di voler allargare il significato e di far capire che bisogna aprire gli occhi e non pensare solo al passato, perché il passato è passato. Per rendere il futuro migliore è necessario anche allargare certi significati e per me è stato giusto allargarli in questo mondo. Ci sta anche non è essere capiti, mi rendo conto, però è giusto poterne parlare e confrontarsi”. Così la cantante Delia, a margine della sua performance sul palco del concerto del primo maggio a Roma, dove ha cambiato la parola ‘partigiani’ in ‘esseri umani’ cantando ‘Bella Ciao’. “Partigiani sono superati e divisivi? No, assolutamente, penso che essendo una cover ho dato la mia versione – risponde Delia – sentivo di dover allargare questa cosa a tutto il mondo e non a un caso specifico. I partigiani non sono universali, perché allargare? Perché in questo momento storico è giusto allargare questo tipo di significato”, continua la cantante, che sottolinea come “io sono libera di poter cantare in questa piazza e di ricevere degli insulti perché ho cambiato una parola, dall’altra parte del mondo c’è gente che viene bombardata”. Per questo motivo “ho cercato di dare voce a questa cosa”. “Se volevo arrivare a chi non crede nei partigiani? No, assolutamente. È generale, generico. I partigiani sono esseri umani”. Infine, Delia conclude: “Se mi aspettavo la polemica? ‘Bella Ciao’ è già una canzone che di per sé si porta una certa critica, mi assumo le mie responsabilità e continuo a reiterare il mio messaggio”.
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