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Turetta è atterrato in Italia, sarà subito trasferito nel carcere di Verona

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AGI – Filippo Turetta, accusato del sequestro e dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, è atterrato all’aeroporto ‘Marco Polò di Venezia a bordo di un velivolo dell’Aereonautica italiana.

Il ventiduenne, che era fuggito in auto in Germania dopo l’omicidio, sarà trasferito nel carcere Montorio di Verona in isolamento e sorvegliato a vista dopo essere stato detenuto una settimana nel penitenziario di Halle.

Già oggi potrebbe incontrare i suoi legali Giovanni Caruso ed Emanuele Compagno. Eventuali colloqui coi familiari devono invece essere autorizzati dai magistrati e probabilmente avverranno solo dopo l’interrogatorio di garanzia, previsto non prima di lunedi’ davanti alla gip di Venezia Benedetta Vitolo. 

Il legale dei Cecchettin: “Contestare anche i motivi abietti”

Secondo Nicodemo Gentile, legale di fiducia di Elena Cecchettin, a Filippo Turetta, accusato dell’omicidio della sorella Giulia, deve essere contestata anche l’aggravante dei ‘motivi abietti’. “Pippo, cosi’ lo chiamava Giulia, come Vincenzo Paduano (assassino ed ex fidanzato di Sara Di Pietrantonio, uccisa a Roma nel maggio 2016) è un uomo senza empatia – scrive Gentile in una nota – che ha lucidamente eliminato la sua ex per punirla da quello che lui ha considerato un atto di insubordinazione subito, poiché, ormai, la nostra Giulia non rispondeva più alle sue aspettative. Lavoreremo, affinche’, la Procura prima e i giudici poi, riconoscano a carico del Turetta l’aggravante del “motivo abietto”. Turpeè la causale dell’omicidio e spregevoleè tutta la condotta complessiva”.

Per il legale, “la laurea di Giulia ha costituito il punto di rottura, di non ritorno. Questo traguardo della ragazza avrebbe reso Filippo sempre più piccolo e comportato il definitivo distacco della giovane, pronta a svoltare pagina anche nel mondo delle sue relazioni. Le donne devono smettere di fare “le curatrici” di uomini affetti da analfabetismo emotivo, devono pensare a loro e alle prime avvisaglie di comportamenti abnormi e morbosi da parte del partner, uscire in modo definitivo da dinamiche di controllo militare, comportamenti intrusivi e molesti anche quando non si usano le mani”.

Gentile, che è anche rappresentante dell’associazione ‘Penelope’, “il sacrificio della nostra Giulia non può essere sprecato ma deve servire a creare nuove consapevolezze tra i giovani, nelle famiglie, nelle scuole e magari salvare altre donne dagli attacchi e dai ricatti dei manipolatori”.